Forse avrei dovuto chiamarlo Capodoglio

19 Gen

Vi racconterò del mio pesce rosso, del mio ultimo pesce rosso. Si chiamava Cyrano. Era un pesce allegro, nuotava qua e là senza mai fermarsi. Mi faceva sempre compagnia qui sopra la scrivania. Mi ero davvero affezionata. Mi faceva piacere vedere qualcosa di vivo che riusciva a stami vicina, sempre. Mi svegliavo con i capelli scompigliati e una faccia da far paura e lui era lì e non stava certo a criticare il mio aspetto. Ma come sempre nuotava. Magari non si accorgeva neanche della mia presenza. E nuotava. Mi apprestavo ad uscire la sera truccata e pettinata e lo salutavo prima di andar via e lui non stava certo ad elogiare il mio aspetto. E nuotava. Quando rientravo andavo a vedere se stava bene, con il continuo terrore di vederlo galleggiare. Ma nuotava. Amavo quel pesce non perché fosse particolare, ma perché era mio. Ho continuato a gioire vedendo che Cyrano “stava bene”, senza rendermi conto del fatto che lui non era me. Che a lui evidentemente non piaceva stare in quella vaschetta, non era entusiasta di girare intorno a un cazzo di fiore artificiale. Che preferiva le correnti e le acque fredde di un torrente che la mia compagnia. Che lui non stavo bene. Ma comunque nuotava. Nuotava, in fondo è questo quello che fa un pesce, no? E cavolo, che differenza poteva mai avere per lui nuotare in una vaschetta o in un torrente? Dio, gli davo da mangiare 3 – 4 volte al giorno, cosa che la natura non gli avrebbe mai permesso. Forse. Cosa pretendeva da me? Cosa può mai volere un fottutissimo pesce da me? Okay forse è vero, molte volte muovevo la vaschetta per farlo spaventare, ma quale elemento sano di mente si suiciderebbe per questo? Ebbene sì, accadde che:
“Mamma, mamma, dove è Cyrano?”
“chi?”
“Cyranooo! Il pesce, dov’è?”
“ma che stai dicendo?”
mi guardai attorno e Cyrano era vicino ai fili del computer.
“aaaaaaaaaaaah, mamma si è buttato!! si è buttato fuori dalla vaschetta”
“si muove, prova a rimetterlo nell’acqua”
Prendendolo in mano sentii la sua pelle secca e mi venne la nausea. Lo buttai dentro la vaschetta tutta schifata. Cominciò a muovere le branchie. Era vivo. Era vivo ma non nuotava. Si adagiò al suolo respirando lentamente. Lo lasciai così e al mio ritorno lo vidi muoversi in strano modo. Gli buttai del cibo ma non ne volle sapere di mangiare. Aveva già deciso. Non voleva vivere. Passai tutta la giornata con la testa sulla scrivania ad osservarlo e a ricordarmi dei versi di Leopardi:

“O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?”

Morì.

Mi vedevo in quel pesce suicida, triste, depresso, malato, morto. Mi vedevo costretta a vivere perché c’era sempre qualcuno che mi ributtava nella mia vaschetta. Ma io, avrei lottato per continuate a respirare? Avrei mangiato? E se la risposta è no, allora perché lo faccio? Perché ho bisogno di uno stupido pesce dal nome romantico per soffermarmi a pensare a questo?
Ne vale la pena? Vale la pena stare qui a scrivere questo post mentre fuori il mondo cambia? Vale la pena usare il mio tempo per ragionare se ne vale la pena o meno?… NO! Ma non trovo la forza di saltare fuori dalla mia vaschetta. E allora mi accontento del mio fiore artificiale, escludendo la possibilità di trovarne uno originale fuori di qua.

Vorrei saltare fuori dal mondo.
Capire, tornare, morire.

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7 Risposte to “Forse avrei dovuto chiamarlo Capodoglio”

  1. Faty gennaio 19, 2010 a 4:59 pm #

    la fine sarebbe stata la stessa anche a chiamarlo capodoglio

    • Olta gennaio 19, 2010 a 5:44 pm #

      nah. Riguarderemo il favoloso mondo di Amelie insieme =)

  2. eri gennaio 25, 2010 a 9:51 pm #

    Alla fine hai visto che sono venuta a visitare il tuo blog??Molto bello ..un bacio!

  3. attilio febbraio 28, 2010 a 10:55 pm #

    una bella storia d’acqua dolce

    • Olta marzo 2, 2010 a 4:10 pm #

      Mah, non so quanto possa essere bella come storia.
      Grazie 🙂

  4. undisclosed recipient marzo 1, 2010 a 5:17 pm #

    Mai lasciare lo screen saver dell’acquario di fronte ad un vero acquario, Che ti serva da lezione!

    • Olta marzo 2, 2010 a 4:09 pm #

      Ahahah. Non ho mai avuto come screen saver l’acquario 😛

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