The boy can’t be wrong again

3 Mag

Joe Cannon – 22 aprile ´98: nel carcere di Huntsville in Texas, è stato “giustiziato” Joseph Joe Cannon, un bianco di 38 anni condannato per un omicidio commesso nel 1977, quando aveva 17 anni. Dopo averlo tenuto oltre la metà della sua vita nel braccio della morte, dopo averlo allevato, istruito, “rieducato”, lo Stato del Texas lo ha ucciso. Joe Cannon ha portato all´attenzione della comunità internazionale il caso degli Stati Uniti che insieme a pochissimi paesi al mondo continua a praticare la pena di morte anche nei confronti dei minori.

Tre. Uno, due e tre le siringhe. Quattro i lacci che lo legano al lettino a forma di croce. Uno il Dio che Joe aveva pregato perché non gli avvelenassero il corpo. Tre boia, due guardie, ventitré persone aldilà del vetro, troppe. Tutte attente a non perdersi neanche un attimo di questo spettacolo macabro. Quasi si sentono la voce della loro coscienze “Giustizia”, “Vendetta”, pullula in loro la certezza che questi siano sinonimi. Trentotto gli anni del condannato. Ventuno dei quali vissuti nel braccio della morte con un cuscino e un cesso come amici. Molte volte, dieci, cento, mille le volte in cui aveva pensato a uccidersi, di farla finita, ma, non ne aveva mai trovato il modo e nonostante tutto nutriva la speranza di potersi rifare una vita, di poter tornare libero. Aveva dato fiducia a quella donna dall’indice più lungo delle altra dita, e, se non lei, sperava che quel gruppo di persone, quel gruppo di persone che scavavano nei suoi occhi, potessero leggervi la paura. La paura di una ragazzo, di un figlio, di un bambino che sa di averla combinata grossa. Si era convinto del fatto che non fosse possibile condannarlo a morte per un atto compiuto da un Joe che non era quello che lo specchio di cui era fatto il soffitto rifletteva l’immagine. Ne era passato di tempo dall’ultima volta in cui si era guardato allo specchio. Adesso vedeva un uomo magro e rugoso, pelato e pallido. Un uomo che assomigliava fottutamente a suo padre. Suo padre, che fine aveva fatto? Cosa ne pensava di suo figlio? Anche lui lo aveva condannato? Anche lui era nascosto tra quelle ventitré persone ad accertarsi che Joe non avrebbe più creato problemi?
Joe voleva eliminare quel pensiero. Voleva solo farla finita. Le forze lo avevano abbandonato e la speranza piangeva ai suoi piedi come Maria sotto la croce di Gesù. Suonò il campanello, i boia si fecero il segno della croce.

Uno, due, tre.

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