Archive | ottobre, 2010

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18 Ott

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AMLETO

Oh se questa troppo, troppo solida carne
Potesse disfarsi, squagliarsi e sciogliersi in rugiada.
Oh se l’Eterno non avesse scritto
La propria legge contro il suicidio.
O Dio, Dio, come mi sembrano tediose,
Stantie, banali e senza profitto
Tutte le usanze di questo mondo!
Che schifo, che schifo! E’ un giardino non sarchiato
Che va in seme. A possederlo sono
Soltanto cose marce e grossolane.

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Espansione del Post-eriore

17 Ott

Pinocchio è un serpente che tiene gli aghi che cuciono orologi.
L’armadio è un mercato un mercato arabo.
Le ciabatte sono mucche rosa che mi indossano.
Scoppiano i negozi, cascano i tetti.
I libri riposano a pancia in giù così Amleto muore.
I margini sono blu, il mare è trasparente.
L’occhio è un bottone marrone come la cacca.
Lelli è giallo ma io lo amo, ha tre dita grandi e non ha il collo.

Il berretto

5 Ott

Nel febbrai del 1948 il dirigente comunista Klement Gottwald si affacciò al balcone di un palazzo barocco di Praga per parlare alle centinaia di cittadini che gremivano la piazza della Città Vecchia. Fu un momento storico per la Boemia. Un momento fatidico, come ce ne sono uno o due in un millennio.
Gottwald era circondato dai suoi compagni e proprio accanto a lui c’era Clementis. Cadeva la neve, faceva freddo e Gottwald era a capo scoperto. Clementis, premuroso, si tolse il berretto di pelliccia e lo mise sulla testa di Gottwald.
La sezione propaganda diffuse in centinaia di migliaia di copie la fotografia del balcone da cui Gottwald, con il berretto di pelliccia in testa e i compagni al suo fianco, parlava al popolo. Su quel balcone cominciò la storia della Cecoslovacchia comunista. Sui manifesti, nei libri di scuola e nei musei, ogni bambino conobbe quella foto.
Quattro anni dopo Clementis fu accusato di tradimento e impiccato. La sezione propaganda lo cancellò immediatamente dalla storia e, naturalmente, anche da tutte le fotografie. Da allora Gottwald su quel balcone è solo. Là dove c’era Clementis ora il muro vuoto del palazzo. Di Clementis è rimasto unicamente il berretto sulla testa di Gottwald.

Tratto da “Il libro del riso e dell’oblio” – Milan Kundera.